Per il pranzo di natale si cerca sempre di portare in tavola un piatto speciale ,un piatto che non si cucina tutti i giorni. Questo io l’ho gustato tempo fa da alcuni amici che gentilmente mi hanno favorito la ricetta .Provatela non ve ne pentirete.
Ingredienti per 4 persone.
- 500 gr. di pasta fresca (vedi ricette base)
- 4oo gr. di polpa di agnello non grasso
- Due otre carciofi con le spine,freschi
- Olio di oliva di frantoio
- Una foglia di alloro ,sale,pepe
- Parmigiano grattugiato q.b.
- Uno spicchio d’aglio
- un rametto di salvia
- 100 gr. di di ottima qualità
- Un bicchiere di vino bianco secco
- Una tazza di brodo vegetale
- Un cipollotto
- Un mazzetto di prezzemolo
Preparazione
iN una padella dai bordi alti con olio sufficiente fate imbiondire l’aglio e metà cipolla tagliata piccolissima togliete l’aglio e versate il vino . Fate sfumare e dopo un paio di minuti aggiungete la polpa di agnello tagliata a piccoli pezzetti, e una foglia di alloro che a cottura toglierete. Portate a cottura aggiungendo un po’ di brodo se necessario.
In altro tegame fate cuocere in poco olio, i carciofi, che precedentemente avrete puliti ,tolte le foglie esterne più dure, tagliate nel senso del diametro per togliere la parte con le spine e affettate in piccoli spicchi. Condite con poco prezzemolo tritato finemente, sale e pepe. Quando entrambi gli ingredienti saranno cotti fateli freddare e con un frullatore create la farcia ,asciutta per condire i ravioli
.Dopo aver lavorato la pasta fresca stendetela e sempre usando molta farina fate delle strisce rettangolari dove andrete a posizionare ad una certa distanza la farcia che basta per condire il raviolo. Piegate la sfoglia su se stessa chiudetela bene . Tagliate i vostri ravioli. Continuate quste operazioni fino ad esaurire gli ingredienti. Ricordate adoperate molta farina per lavorare i ravioli ,eviterete di farli attaccare gli uni a gli altri. Cuoceteli in abbondante acqua salata ,voglio poco tempo di cottura, e serviteli conditi con fuso con foglie di salvia, e una spolverata di parmigiano
A tempu di pira , “zziu Pe zziu Pe, fineru, li pira e fini u zziu Pe
Quando si raccolgono le pere, zio Peppe ,zio Peppe. Finiscono le pere e lo zio Peppe non si cerca più